lunedì 11 settembre 2017

MALTEMPO - GREEN ITALIA: DOLORE E CORDOGLIO, MA POLITICHE LOCALI PORTANO RESPONSABILITÁ DI MORTI E DANNI NECESSARIO UN PIANO NAZIONALE DI ADATTAMENTO AL CLIMA



“Il dolore e il cordoglio per la tragedia di Livorno siano l’estremo monito alle istituzioni locali, regionali e nazionali affinchè si dia attuazione ad un Piano nazionale di adattamento al clima, per approntare gli interventi di messa in sicurezza del territorio che consentano di limitare al minimo i danni provocati dagli eventi meteorologici avversi, piuttosto che partecipare all’indecoroso balletto tra sciacallaggio e scarica-barile, e fingere che l’estremizzarsi di eventi meteorologici non sia routine da anni. Il tragico sconcerto per i morti di Livorno, che hanno perso la vita a causa di un torrente “tombato” dove erano state costruite nella sua zona di espansione, sarà giustamente oggetto dell’inchiesta della Procura, ma possiamo purtroppo già individuare alcune cause fondamentali, perché le politiche territoriali indegne portano la responsabilità di morti e danni”.

Lo dichiarano i co-portavoce di Green Italia Annalisa Corrado e Carmine Maturo.
“In Italia – continuano – la percentuale di suolo consumato all’interno delle aree a pericolosità idraulica elevata è del 7,3%, mentre è del 10,5 % nelle aree a pericolosità media, lasciando così oltre 7,7 milioni di italiani a rischio (dati Ispra). Dal 2013 al 2016 sono stati proclamati dallo Stato 56 stati di emergenza nei diversi territori colpiti da eventi estremi, con un fabbisogno necessario per fronteggiare l’emergenza di circa 7,6 miliardi di euro. Lo Stato ha stanziato circa il 10% di quanto necessario, 738 milioni di euro, ed erogandone fino ad oggi circa 618milioni. Oltre 1,1 miliardi di euro di danni in Campania, 800 milioni in Emilia Romagna e Abruzzo, 700 milioni in Toscana, oltre 600milioni in Liguria e nelle Marche (dati Italia Sicura)”.
“Cura e manutenzione costanti del territorio, tenendo la barra dritta sulla rotta tracciata dagli Accordi di Parigi, devono essere impegni irrinunciabili per ogni amministrazione, per non dover ciclicamente piangere dei morti o vedere la Capitale d’Italia sommersa dall’acqua” – concludono Maturo e Corrado.

martedì 11 luglio 2017

Brucia il Vesuvio Le dimissioni di chi governa il territorio è la più efficace delle prevenzioni


Da anni ripetiamo e denunciamo che ci sono interessi criminali sul Vesuvio, ma oggi noi GREEN Italia Napoli e Vesuvio chiediamo trasparenza soprattutto vogliamo sapere se ci sono ritardi, superficialità e approssimazione nella prevenzione degli incendi, capire quali sono i piani di prevenzione programmati se era previsto l' avvistamento antincendio, e il coordinamento delle attività di spegnimento.
Il Parco Nazionale del Vesuvio sta bruciando da giorni, l’anno scorso bruciò per giorni, devastando pinete e preziosa macchia mediterranea; ora le fiamme lambiscono addirittura l’Osservatorio Vesuviano, la macchia di Somma Vesuviana, di Ercolano, di Torre del Greco … la siccità e i cambiamenti climatici sono un argomento che solo Trump può far finta di non sapere … per tutti gli altri, a partire dalla Regione Campania e dall'Ente Parco Nazionale del Vesuvio, non ci sono scusanti, vogliamo vederci chiaro e individuare le responsabilità su eventuali ritardi nella prevenzione.
Denunciamo una palese assenza di informazioni sul come e quando è scattata la prevenzione degli incendi. Gli incendi dell’anno scorso, gli allarmi lanciati dagli ambientalisti durante tutto l’inverno, erano già sufficienti a far partire la prevenzione dall'inverno scorso programmando avvistamenti e interventi nei tempi e nei modi giusti: qualcuno in queste ore suggerisce che forse ci sono interessi malavitosi, certo può essere, ma con un piano efficiente antincendio molto probabilmente gli incendi di questi giorni sarebbero stati avvistati sul nascere e domati in poco tempo.
Urgono urgenti misure di prevenzione e tra queste stiamo valutando se le dimissioni di chi governa il territorio non siano davvero le più efficaci

lunedì 26 giugno 2017

Caro Pisapia, per unire i progressisti partiamo dall’ecologia

Caro Giuliano, care amiche e cari amici di “Campo progressista”, noi di “Green Italia”, impegnati per ricostruire una presenza forte e visibile della cultura ecologista nella politica italiana, guardiamo con interesse al vostro appuntamento del 1° luglio e in generale all’obiettivo, che condividiamo con voi e con tanti altri, di proporre un progetto politico con solide radici nelle culture progressiste e al tempo stesso proiettato nelle sfide in parte inedite da cui dipende il futuro dell’Italia e dell’Europa. 

Per noi l’ecologia è uno dei banchi di prova decisivi su cui misurare questa capacità di vedere e orientare il futuro: dalla lotta globale contro il “climate change” a quella tutta italiana contro le ecomafie, dall’urgenza di una rivoluzione energetica nel segno dell’efficienza e delle fonti rinnovabili alla prospettiva di un “green new deal” come via maestra per creare lavoro e benessere migliorando l’ambiente in cui viviamo, il punto di vista ecologico è oggi un ingrediente indispensabile di qualunque politica che si voglia autenticamente e credibilmente “progressista”. 

Tra la rincorsa frequentatissima a chi fa meglio la destra e l’elevato tasso di strumentalità e vacuità dell’attuale dibattito politico, di fronte a un Partito democratico che a partire dalle politiche ambientali e sociali (norme a favore delle trivelle e contro le rinnovabili, rilancio del Ponte sullo Stretto, “jobs act”…) è ormai attestato su posizioni sostanzialmente conservatrici, è giunto il momento per chi continua a credere in una politica progressista dei valori, dei programmi, dei comportamenti coerenti, a confidare in un cambiamento radicale non solo teorizzato ma capace di misurarsi con la prova del governo – siano forze politiche in senso stretto, associazionistiche o civiche -,  di uscire dal proprio terreno di gioco acquisito, di valorizzare le esperienze di rete e sinergia già in essere (tra queste la nostra collaborazione con Possibile, da cui è nata la “costituente delle idee” e la Legge di Iniziativa Popolare sulla nuova energia), di deporre le zavorre delle incomprensioni e diffidenze reciproche e di trovare uno spazio comune di lavoro, che ricostruisca, con progetti e proposte concreti, quella speranza e quella visione di futuro di cui si avverte un immenso bisogno. In questo spirito abbiamo partecipato alla recente assemblea del Teatro Brancaccio a Roma: collegare le nostre sensibilità plurali, le nostre differenze, in un progetto di cambiamento della politica e con la politica. 

Tale cammino, ripetiamo, può trovare forte ispirazione in quella grande scuola di pensiero e di azione che è l’ecologia, il cui confinamento a “questione di rilievo minore” ha contribuito al fallimento delle strategie e politiche di sviluppo, economiche e occupazionali degli ultimi decenni.

Siamo infatti convinti che un progetto di governo per il Paese nuovo e di ampio respiro non possa che porre al centro della propria strategia il contrasto senza quartiere ai cambiamenti climatici, pretendendo un ruolo dell’Europa da protagonista; non possa che centrarsi sulla conversione ecologica dell’economia e della società, sul rifiuto di normative criminogene come la Legge Obiettivo delle grandi opere inutili, o fossili come lo “Sblocca-Italia” delle trivelle, del cemento e degli inceneritori; non possa che dare spazio e priorità a diritti tanto primari quanto dimenticati come quelli a non ammalarsi di inquinamento (magari in cambio di un lavoro, magari no), ad avere aria, acqua, cibo che nutrano invece di avvelenare, a recuperare una qualità della vita perduta in tante grandi città, ad avere case, strade, edifici ed infrastrutture sicuri, resilienti ed efficienti, invece che divorati dall’incuria e dai saccheggi.

Insomma siamo convinti che la sinistra debba osare intestarsi la maternità (maternità, sì. Perché per farlo serve valorizzare e stimolare l’emersione delle competenze delle donne) di una vera rivoluzione di pensiero centrata tra l’altro sul paradigma ecologico, indispensabile per porre un argine concreto al disfattismo, al benaltrismo, all’inerzia, alla paura sempre più diffusi. Van der Bellen in Austria, il partito di Jessie Klaver in Olanda, le esperienze civiche innovative come le coalizioni delle sindache Ada Colau a Barcellona e Manuela Carmena a Madrid, alcune esperienze amministrative di grande speranza e rinnovamento in essere in Italia lo dimostrano: l’ecologia è sempre di più una chiave decisiva per organizzare una sinistra al tempo stesso radicale e di governo, plurale, capace di fronteggiare con successo sia l’avanzata delle forze nazionaliste, sia la crisi strutturale di consenso e di “credibilità riformista” dei partiti socialisti.

Vogliamo dire forte e chiaro che chi inquina deve pagare (anche attraverso una revisione della fiscalità); che gli accordi di Parigi sul clima vanno attuati da subito, non solo sbandierati nelle grandi occasioni (a partire da una revisione della strategia energetica e dei trasporti nazionale, coerente con un piano-clima che arrivi al 2050); che l’Italia deve cogliere subito, prima ancora che ce lo chieda l’Europa, l’occasione storica di quella economia circolare che può dare lavoro sicuro e sviluppo sostenibile e che già vede tante aziende italiane protagoniste, o per incentivare la  possibilità di auto-produrre, auto-consumare e scambiare energia pulita. E vogliamo dire che ci vuole molta più Europa per affrontare con coesione e coraggio i temi dell’accoglienza, dei diritti, dell’economia, perché le sfide che dobbiamo affrontare travalicano ampiamente i confini del nostro Paese.

Insomma: mentre moltissimi si affannano a parlare alla “pancia” degli italiani, noi vogliamo mettere l'ambiente nel cuore e nella testa delle persone, della politica e della sinistra. A partire dalle parole che si usano, dalla lente attraverso la quale si osservano i fenomeni e i problemi, fino alla consapevolezza profonda e quotidiana della responsabilità che abbiamo verso le generazioni presenti e future, in qualunque luogo del pianeta si trovino.

Su questa strada, siamo pronti a dare il nostro contributo. Ci vediamo a Roma il 1° luglio.

I portavoce di “Green Italia”: Annalisa Corrado e Carmine Maturo

Bene l’appello di Falcone e Montanari. Parliamo al cuore delle persone, non alla pancia

Assistiamo con grande interesse alla mobilitazione seguita all’appello di Anna Falcone e di Tomaso Montanari; una iniziativa che punta a rompere quella sorta di attrazione fatale verso schemi e giochi politicistici già visti, che arriva puntuale, apparentemente inesorabile, quando si avvicina il momento della competizione elettorale.
Tra la rincorsa a chi fa meglio la destra, la “sovranità del sondaggio”, la manipolazione e la vacuità del dibattito politico, è indubbiamente giunto il momento in cui le forze più costruttive, coerenti e vive del Paese, siano esse politiche in senso stretto, associazionistiche o civiche, hanno il dovere di uscire dal proprio terreno di gioco acquisito, di valorizzare le esperienze di rete e sinergia già in essere (come quella rilanciata e potenziata con la “costituente delle idee” di Possibile, a cui abbiamo contribuito in prima persona, come molti degli attori e delle persone che ritroveremo a Roma all’evento del 18 giugno), di deporre le zavorre delle incomprensioni e delle diffidenze e di trovare uno spazio comune di lavoro, che ricostruisca, con progetti e proposte concreti, quella speranza e quella visione di futuro di cui c’è un immenso bisogno.
Perché tutto ciò possa accadere, a nostro parere, c’è bisogno di trovare ispirazione e fondamento in quella grande scuola di pensiero e di azione che è l’ecologia, il cui confinamento a “questione di rilievo minore” ha contribuito al fallimento delle strategie e politiche di sviluppo, economiche e occupazionali degli ultimi decenni.
Siamo convinti che un progetto di governo per il Paese nuovo e di ampio respiro non possa che porre al centro della propria strategia il contrasto senza quartiere ai cambiamenti climatici, pretendendo un ruolo dell’Europa da protagonista; non possa che centrarsi sulla conversione ecologica dell’economia e della società, sul rifiuto di normative criminogene, come la Legge obiettivo delle grandi opere inutili, o fossili come lo sblocca Italia (delle trivelle, del cemento e degli inceneritori); siamo convinti che vadano recuperati diritti tanto primari quanto dimenticati come quelli a non ammalarsi di inquinamento (magari in cambio di un lavoro, magari no), ad avere aria, acqua, cibo che nutrano invece di avvelenare, a recuperare una qualità della vita perduta in tante grandi città, incapaci persino di valorizzare e proteggere i propri patrimoni inestimabili, ad avere case, strade, edifici ed infrastrutture sicuri, resilienti ed efficienti, invece che divorati dall’incuria e dai saccheggi.
Insomma siamo convinti che la sinistra debba osare di intestarsi la maternità (maternità, si. Perché per farlo c’è bisogno di valorizzare e stimolare l’emersione delle competenze delle donne) di una vera rivoluzione di pensiero, capace di porre un argine concreto al disfattismo, al benaltrismo, all’inerzia, alla paura. Van der Bellen in Austria, il partito di Jessie Klaver in Olanda, le esperienze civiche innovative come le coalizioni delle sindache Ada Colau a Barcellona e Manuela Carmena a Madrid, alcune esperienze amministrative di grande speranza in essere sul territorio nazionale ce lo dimostrano: l’ecologia si dimostra sempre di più una chiave decisiva per organizzare una sinistra al tempo stesso radicale e di governo, plurale, capace di fronteggiare con successo sia l’avanzata delle forze nazionaliste, sia la crisi strutturale di consenso e di “credibilità riformista” dei partiti socialisti.
Vogliamo dire forte e chiaro che chi inquina deve pagare (anche attraverso una revisione della fiscalità), che gli accordi di Parigi vanno attuati da subito, non solo sbandierati nelle grandi occasioni (a partire da una revisione della strategia energetica e dei trasporti nazionale, coerente con un piano clima che arrivi al 2050), che non c’è bisogno di aspettare la direttiva europea per cogliere l’occasione storica dell’economia circolare, nella quale in Italia si eccelle con moltissime esperienze innovative, o dell’ampliamento delle possibilità di auto-produrre, auto-consumare e scambiare energia pulita, vogliamo dire che ci vuole più Europa per affrontare con coesione e coraggio accoglienza, diritti, economia, regole comuni, perché le sfide che dobbiamo affrontare travalicano ampiamente i confini del nostro Paese.
Mentre tutti fanno a gara a parlare alla pancia, insomma, vogliamo mettere l'ambiente nel cuore e nella testa delle persone, della politica e della sinistra. 
A partire dalle parole che si usano, dalla lente attraverso la quale si osservano i fenomeni, fino alla consapevolezza profonda e quotidiana della responsabilità che abbiamo con le generazioni presenti e future, in qualunque luogo del pianeta si trovino.
Su questa strada, siamo pronti a dare il nostro contributo.
I portavoci di Green Italia
Carmine Maturo e Annalisa Corrado

giovedì 15 giugno 2017

#primadeldiluvio - Al via anche a Napoli la raccolta di firme per la legge d’iniziativa popolare contro il Climate change. È possibile firmare Sabato 17 giugno in Via Scarlatti.


Green Italia e Possibile uniscono le forze e presentano una proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata a promuovere lo sviluppo sostenibile attraverso interventi per il risparmio di energia, la riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti, la crescita delle fonti energetiche rinnovabili.
La proposta vuole contribuire a mettere fine alle politiche contrarie all’interesse generale dell’Italia in campo ambientale ed energetico, attraverso tre “azioni” convergenti: adottare una “carbon-tax” che sostenga i processi di miglioramento dell’efficienza energetica e di sostituzione di energie fossili con fonti rinnovabili; definire un quadro di regole rigoroso ma omogeneo e semplificato per la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili; incentivare i sistemi di generazione distribuita dell’energia. - Spiegano Carmine Maturo portavoce nazionale di Green Italia e Anna Starita portavoce Possibile Napoli Città Metropolitana.
ll comitato Possibile Napoli Città Metropolitana e Green Italia saranno presenti sabato dalle ore 16.00 alle ore 19.00 per dare il via a Napoli alla raccolta di firme e discutere con i cittadini sulle questioni ambientali locali e nazionali.

martedì 16 maggio 2017

Continuano le passeggiate del Cambiamento Domenica 21 maggio2017 Passeggiata con teatro azione alla Pedamentina




Appuntamento ore 11,00 Piazzale di San Martino imbocco via Pedamentina a San Martino 
Continuano LE PASSEGGIATE DEL CAMBIAMENTO di #gentegreen domenica 21 maggio si ritorna sull'antica scala della Pedamentina, riscoperta dopo anni e anni di degrado e abbandono,  grazie alla volontà di un movimento civico costituitosi in coordinamento scale di Napoli fina dal 2011 ( www.scaledinapoli.com)
Questo appuntamento è inserito nel calendario de Maggio Napoletano 2017  e del processo    “Come trasformiamo l’ex ospedale militare in un posto speciale per tutti?”  2nd chance Napoli URBACT – Local Group/Maggiodei monumenti 2017 
Con questa passeggiata proponiamo un rilassato dibattito sul destino dei questa interessante porzione di città e delle oltre 200 scale napoletane, accompagnati lungo il percorso da leggeri momenti di prosa teatro danza e canto dal vivo. Sul finale preso il parco dei quartieri spagnoli (Ex ospedale militare) è previsto un breve concerto e la possibilità di degustazione di cibo di qualità.
Lo spettacolo a cura de Lo Sguardo che Traforma vede coinvolti Gianluca Rovinello (Arpa,cetra, liuto), Alessandro Grossi ( Flauto/sax)) lungo il percorso Guido Liotti e Roberta Misticone per la prosa e le performance di movimento di Simona Perrella e Marta Michetti
La Pedamentina e per il Coordinamento Scale di Napoli è una scala simbolo per l’azione partecipata che da qualche anno si muove intorno alle 200 scale di Napoli.
Gli auspici e le riflessioni oramai sufficientemente sedimentati in questo periodo possono oggi tradursi, anche alla luce dei recenti impegni economici previsti nel cosiddetto Patto per Napoli tra Governo e Amministrazione Locale, in azioni concrete. Un approfondimento in merito lo troverete consultando l Manifesto per le scale di Napoli presente sul sito www.scaledinapoli.com 
La passeggiata sarà anche l’occasione di rendere a meglio l’idea Green della messa a sistema delle connessioni di tutta la Collina e del sistema Colline di Napoli, favorendo piccoli ma significativi interventi, dei ritocchi per far vivere il sistema, potremmo dire, che potenzino il legame tra tutte le parti.
In quest’ottica il percorso ben si lega al processo partecipato in atto per l’area dell’ex Ospedale Militare e ed alle azioni collegate al Quartiere Intelligente sulla Scala di Montesanto e l’Olivella.

E’ gradito un piccolo contributo spese


Per info e contatti losguardochetrasforma@gmail.com 3914143578 3926866064

giovedì 4 maggio 2017

Le passeggiate del cambiamento di Maggio napoletano


Ritornano "Le Passeggiate del Cambiamento" di primavera, a cura di Gente Green, nell'ambito della rassegna maggio napoletano a cura dell'Assessorato alla qualità della vita del Comune di Napoli, un ricco programma che si snoderà in 4 primi itinerari, ognuno dei quali affronterà un tema diverso: ecosostenibilità, l'appartenenza, il senso civico e il rapporto affettivo con il territorio, con una visione Green della città. Itinerari lungo le "vie della bellezza", percorsi di educazione ambientale e cittadinanza attiva. Non mancheranno le segnalazioni su degrado e disservizi agli organi competenti. 


Prima passeggiata – Borgo Marinaro/Monte Echia
domenica 7 maggio 2017

Luogo d’incontro: Castel dell’Ovo ore 10.00

La visita inizierà alle ore 10.30 e terminerà alle 12.30

Guideranno la passeggiata: Francesco Escalona e Carmine Maturo

Seconda passeggiata – Casale Posillipo/Gaiola: 
domenica 14 maggio 2017

Luogo d’incontro: Casale Posillipo ore 10.00

La visita inizierà alle 10.30 e terminerà alle 12.30

Guiderà la passeggiata: Francesco Escalona


Terza passeggiata - Pedamentina
domenica 21 maggio 2017 

Luogo d’incontro: Largo San Martino ore 10.00 

La visita inizierà alle ore 10.30 e terminerà alle ore 12.30
Guiderà la passeggiata: Guido Liotti

Quarta passeggiata - Moiariello: 
domenica 28 maggio 2017 

Luogo d’incontro: Caserma Garibaldi, via Foria

La visita inizierà alle ore 10.30 e terminerà alle ore 12.30
Guiderà la passeggiata: Carmine Maturo


Info & prenotazioni 388 926 9321

Oppure inviare mail al seguente indirizzo di posta elettronica: ang.vitale@gmail.com. Specificando nominativo, numero, partecipanti e recapito telefonico.

mercoledì 8 marzo 2017

SABATO 11 MARZO A NAPOLI LE PROPOSTE PER IL RINASCIMENTO GREEN DEL SUD



SABATO 11 MARZO A NAPOLI
L’ASSEMBLEA NAZIONALE
DEL MOVIMENTO  ECOLOGISTA GREEN ITALIA
OSPITI TRA GLI ALTRI DE MAGISTRIS, CIVATI E EMILIANO
“DA NOI LE PROPOSTE PER IL  RINASCIMENTO GREEN DEL SUD, PROTESTA CIVILE CONTRO SALVINI IN TRASFERTA PER RACCATTARE VOTI XENOFOBI”
APPUNTAMENTO ALLE ORE 10.00 AL MASCHIO ANGIOINO



“L’Assemblea nazionale di Green Italia che si terrà a Napoli sabato 11 marzo dalle ore 10,00, con un programma denso di contenuti e ospiti quali il sindaco De Magistris, il segretario di Possibile Civati e il candidato alla segreteria del Pd Emiliano, sarà il degno contraltare all’operazione di Matteo Salvini, che si presenta a Napoli quel giorno per sciorinare il suo programma xenofobo e sovranista. Ben venga il rifiuto della città di Napoli ad ogni forma di intolleranza e razzismo, noi raduneremo sabato tutti coloro che vogliono un rinascimento’green’ del sud e del Paese”.
Lo dichiara Carmine Maturo, portavoce di Green Italia Campania.
Il movimento politico ecologista  nato tre anni fa procederà nella giornata di sabato, presso l'Antisala dei Baroni al Maschio Angioino, al rinnovo dei propri  organismi dirigenti: i due Co-portavoce, l’Ufficio di presidenza e il Comitato dei 100.
Nel corso della mattina, a partire dalle ore 10.00, si alterneranno una serie di confronti, che prenderanno le mosse dal tema scelto come filo conduttore dell’Assemblea: “Lavoro e rinascimento industriale. Il Green new deal, un progetto politico”.
Interverranno inoltre le presidenti di Wwf e Legambiente, Donatella Bianchi e Rossella Muroni.
“Green Italia – continua Maturo - ambisce ad essere il referente di una proposta politica a trazione ecologista, fortemente connotata da un carattere progressista, europeista, laico, rispondente dunque nei princìpi e nei programmi dei Verdi europei.
Riteniamo che sia possibile costruire un’alternativa credibile alle larghe intese conservatrici che governano l’Italia e gran parte dell’Europa, unica strada per respingere i populismi di ogni genere che mettono a rischio il nostro futuro”.

venerdì 3 febbraio 2017

Sabato 11 marzo a Napoli l’Assemblea annuale di Green Italia a Napoli




A Napoli la IV Assemblea Nazionale del movimento ecologista Green Italia.
“Lavoro e Rinascimento industriale. Green New Deal: un progetto politico”

Appuntamento a partire dalle ore 10.00, presso il Maschio Angioino (Antisala dei Baroni).
Il programma della mattina:

Presiede: Carmine Maturo

Introduce: Monica Frassoni (CoPresidente Verdi Europei)

Si confrontano:
Francesco Ferrante con Michele Emiliano (Presidente Regione Puglia)

Oliviero Alotto con Luana Zanella (Verdi Italiani)

Annalisa Corrado con Luigi De Magistris (Sindaco di Napoli)

Roberto Della Seta con Pippo Civati (segretario di Possibile)

Anna Donati con Donatella Bianchi (Presidente Wwf)
e Rossella Muroni (Presidente Legambiente).

“Siamo decisi – dichiarano i portavoce uscenti Annalisa Corrado e Oliviero Alotto –  a intensificare il nostro impegno di dialogo e di collaborazione, sulla base della nostra ‘agenda’ di priorità, con tutti i soggetti che condividono con noi l’urgenza di riportare l’ecologia nella politica italiana, anche in vista delle elezioni politiche comunque imminenti. Il traguardo è offrire agli italiani l’offerta politica di un ‘polo’ ecologista, progressista, europeista, laico, che si riconosca nei princìpi e nei programmi dei Verdi europei e si proponga come alternativa credibile e rigorosa ai populismi di ogni colore e alle larghe intese conservatrici che governano l’Italia e gran parte dell’Europa”.