Greenapoli: il programma di Green Italia per Napoli




Siamo cittadine e cittadini con diversa – o con nessuna – esperienza politica alle spalle. A unirci non sono le convinzioni del passato; è una stessa idea di futuro che finora in Italia non ha trovato spazio nella politica ma che in Europa è già fatta propria da partiti e movimenti legati ai Verdi europei: a questa idea abbiamo dato il nome di Green Italia.
Perché Green Italia? Perché nessuno dei partiti oggi in campo, nessuna delle culture politiche tradizionali, vede la crisi ambientale come problema prioritario e l’ecologia, la sostenibilità ambientale e sociale, come occasioni decisive per cambiare in meglio la vita degli individui e delle comunità.
L’ambizione di Green Italia è contribuire a riempire questo immenso buco nero di arretratezza e incoscienza.
Il nostro obiettivo è offrire agli italiani, che in più occasioni hanno dimostrato interesse e sensibilità per verso l’ambiente e l’ecologia,
una scelta diversa da quelle oggi disponibili: la scelta di un progetto politico che abbia tra i suoi tratti fondativi l’idea di un “green new deal” italiano e la convinzione che questa prospettiva sia la più efficace e realistica per le nostre città ed il nostro Paese.
Anche le cose che vogliamo per la nostra città sono chiare. Scritte frammentariamente solo in programmi elettorali sono lontane anni luce dalle scelte concrete dell’attuale politica.
Vogliamo perciò, che la storica occasione della nascita della città metropolitana, sia vissuta come una totale rifondazione della nostra città, secondo i principi degli ecoquartieri, delle città green e delle smart city, partecipate.
Che l'occasione venga colta come una opportunità irripetibile per avviare un totale cambio di prospettiva, a partire dalle prossime Elezioni Amministrative.
Un pò come facciamo quando cambiamo casa o città.
Vogliamo, ad esempio, che la nuova dimensione metropolitana a scala europea, sia l'opportunità per affrontare contemporaneamente, sistematicamente, con una visione unitaria, sotto la direzione di un solo Sindaco metropolitano e di una Giunta e di un
Consiglio eletti a suffragio universale, i temi impellenti del Lavoro e dello Sviluppo socioeconomico sostenibile delle città e dei territori della Baia, secondo una nuova, rivoluzionaria ottica, adeguata ai tempi che stiamo attraversando.
Tutto questo, è possibile!

Vogliamo la nuova Napoli del terzo millennio: metropolitana, pulita, allegra, colta, attraversabile, sicura e sostenibile. Al centro della baia di Napoli, carica di opportunità di nuovo lavoro e di nuove speranze. Una metropoli giovane, sostenibile, con radici antiche ma giovane. Pensiamo che tutti i temi vissuti fino ad oggi solo nell’ottica puntuale di una sequenza di emergenze affrontate caso per caso, letti di una nuova nuova visione, di una nuova idea di città, possano finalmente essere declinati come una grande opportunità di rivisitazione e di nuovo sviluppo: dal rischio vulcanico, al rischio idrogeologico; dal ciclo integrato delle acque, alla gestione del ciclo dei rifiuti; dalla nuova mobilità metropolitana, integrata e ciclopedonale, alla coltivazione delle nuove energie: solare, geotermica. Esaltando il sistema di centri di ricerca scientifica e le Università, in stretta sinergia coi Luoghi del pensiero e delle arti di cui Napoli è senz’altro, da sempre, tra le capitali europee.
Perciò:

Vogliamo che sia chiaro a tutti che il futuro della nostra città dovrà essere metropolitano e che l’organizzazione sociale e democratica dovrà fare i conti con un’area vasta in cui la città di Napoli sarà solo un pezzo centrale del ragionamento
Napoli nella nuova metropoli avrà un ruolo importante, dovrà avviare e trainare verso un Patto tra territori preziosi. Un patto tra Sistemi Territoriali di Sviluppo. Tra Unioni di terre millenarie, raccolte intorno alla vecchia Napoli. Territori e culture non più schiacciate dal suo peso perché ormai parte integrante di essa. Napoli dovrà essere la protagonista della nascita di una metropoli cinta da importantissimi centri urbani, parchi archeologici e sommersi. Parchi nazionali e regionali. Da “una collana di perle”. Questo destino di continua rinascita Napoli ce l’ha nel suo DNA: nei millenni ha cambiato spesso forma e immagine, monarchi e governatori, pur restando essenzialmente sempre uguale a se stessa. Fu Palepoli, Partenope, Neapolis, Capitale angioina, Aragonese, Sede vicereale spagnola, Nobile capitale illuminista. Una sequenza ininterotta di “Luoghi”, tra i più conosciuti al mondo ne formeranno l’Identità e la struttura culturale, economica e sociale: la Sorrento di Caruso; la Vico Equense, punta finale dei monti Lattari; la Castellammare delle acque, la Pompei dell’archeologia. La Torre del Greco dei coralli e delle ville vesuviane; Ercolano, dagli scavi più preziosi; la Torre Annunziata, delle ville di Oplonti; la Portici della Reggia borbonica; la San Giorgio delle ville. Al centro, Napoli, patrimonio dell’umanità, con San Martino a fare da Acropoli, il grande Centro Antico greco romano, la reggia di Capodimonte, il Museo archeologico; e, ad occidente, i Campi Flegrei: con Pozzuoli – Dicearchia, Baia, città termale, Miseno, porto imperiale della Classis Misenensis. A chiusura, verso il tramonto, Procida e Ischia E infine Cuma, la città madre. Una metropolitana, strada ferrata moderna, fibra veloce e accattivante – come poche in Europa – li terrà uniti. Un’alleanza di 8 Territori così come sono stati identificati nel PTR e di 4 circoscrizioni cittadine. Disveleremo la nuova Napoli incastonata nella città metropolitana. Perseguiremo questa nuova Visione, abbandonando l’asfittico dibattito finora perpetuatosi, costruito su posizionamenti tattici e strategici, aperta al contributo dei nuovi creativi, col contributo di artisti, di poeti, di pittori e scrittori Solo col coinvolgimento entusiasta dei cittadini, degli abitanti, degli imprenditori e dei lavoratori della nuova Napoli, potremo comunicare a noi stessi, e al mondo intero, che la nuova città del terzo millennio ha preso forma. Una metropoli con l’orgoglio e la consapevolezza della sua Bellezza e del suo plurimillenario destino. In questi prossimi 5 anni saremo impegnati a immaginare, e a costruire, la nuova forma della città, la nuova metropoli del terzo millennio, in cui la Napoli storica raccolta intorno alla collina di San Martino, sarà incastonata e della quale non potrà che costituire il cuore pulsante. Una sorta di acropoli.

Vogliamo che “La Baia di Napoli” , la più bella del mondo, dai Campi Flegrei alla Penisola Sorrentina possa essere l’esempio di come bellezza e qualità della vita possano assieme creare occasioni per il futuro 
Una parte della città metropolitana da disvelare, di fatto esiste già, nata in anni di crescita tumultuosa e spesso incontrollata. Proprio sotto i nostri occhi, distratti e inconsapevoli. E’ “la baia di Napoli”. Un’alleanza di territori equipollenti raccolti intorno al mare, e un motore giovane e creativo alle spalle, costituito dalle nuove conurbazioni residenziali cresciute inglobando gli antichi casali caduti nell’oblio e le grandi e produttive aree agricole con le quali dovranno fare la pace. Tre vulcani attivi, la brezza del mare ed un sole caldo le forniranno l’energia del futuro. Tre preziose isole a chiudere la baia. Ora sarà la baia di Napoli. Anzi lo è già. Un territorio straordinario, raccolto intorno al suo mare. Il famoso golfo ora diventa la più grande grande baia del mediterraneo. Come quella di San Francisco, come Amsterdam, come Venezia. Una baia, con tre isole a farle da porta.

Vogliamo una Città Intelligente che i quartieri siano eco e sappiano attivare processi di partecipazione ed ecosostenibilità stimolando un grande processo partecipato per riannodare il rapporto tra cittadini ed il loro “Paesaggio identitario”. Un azione intelligente per far si che i cittadini non siano solo spettatori del cambiamento ma protagonisti del proprio futuro. Verso un vero e proprio Contratto condiviso per la Città Metropolitana di Napoli 
Va riconosciuto un importante ruolo alle percezioni e alle attese di tutti i cittadini e che il paesaggio risulta una componente rilevante della qualità della vita. Proponiamo quindi di realizzare per il nostro territorio un processo che consenta di “riannodare” i legami con il proprio ambiente di vita, aumentando così la responsabilizzazione e l’assunzione di scelte consapevoli di tutta la comunità. Un processo partecipato che in tutte le sue fasi o scale territoriali su cui agirà terrà conto di un equilibrato mix di tecniche ampiamente collaudate anche nei nostri territori negli anni a dietro. Per noi risulta fondamentale, per la buona riuscita di un progetto di questo tipo, l’attenzione che verrà data alla connotazione educativa e di creazione di spazi di apprendimento e di autoapprendimento durante l’intero processo. Bisogna inoltre fare chiarezza sulla necessità di appuntare risorse economiche sufficienti per organizzare un processo di qualità. Si tratta di soldi ben spesi ed e’ quasi inutile ricordare i benefici ricavabili in termini di ottimizzazione della spesa pubblica, di efficienza delle progettazioni risultanti e della crescita del senso civico collettivo con tutte le sue ricadute positive. L’oggetto nel breve futuro del percorso intrapreso dovrà essere l’intera area della Città Metropolitana per la realizzazione di un vero e proprio Contratto condiviso per la Città Metropolitana di Napoli operando su vari livelli territoriali che la compongono a scalare dagli ambiti omogenei ai singoli comuni o municipalita’ Per coinvolgere davvero tutti i cittadini di ogni età chiediamo di partire subito dalle nostre municipalita’ sfruttando al massimo i centri di aggregazione territoriali, sempre in costante dialogo con gli spazi assembleari istituzionali e giunte che le compongono e con vincoli maggiori rispetto a quelli attuali per il recepimento delle proposte che via via scaturiranno.

Vogliamo che la mobilità sia sostenibile e interconnessa e sappia far vivere la città attraverso la sua rete di metropolitane, circumvesuviana, cumana, funicolari, piste ciclabili, aree pedonali e vie del mare.
La mobilità urbana è un tema centrale per la nostra città, per agli aspetti della vivibilità urbana, dell’adattamento ai cambiamenti climatici, dell’inquinamento, della salute dei cittadini, del decoro urbano. La realizzazione della metropolitana, la Zona a traffico limitato dell’area Unesco, l’avvio di interventi legati alla mobilità ciclistica, sono fattori che hanno dimostrato è possibile un modello di mobilità per Napoli non autocentrico, in sintonia con la visione di area metropolitana definita da Piano Territoriale della città metropolitana recentemente adottato che mira a riequilibrare le funzioni territoriali; ad esempio affidando all’area di Piscinola-Scampia la funzione di “Porta nord” della città, nodo intermodale di livello metropolitano per drenare i flussi veicolari di origine extracomunale, ma anche cerniera urbana di connessione tra Napoli e l’area Nord. Queste scelte vanno consolidate con strumenti strategici, come il Piano Urbano della Mobilità, in modo da definire con chiarezza lo scenario nel quale inserire le azioni e gli interventi programmati; ciò anche per evitare scelte impopolari per la loro provvisorietà e improvvisazione come quelle del blocco della circolazione veicolare. Nei prossimi tre anni, con il completamento della linea 6 e della linea 1 sino a Capodichino, Napoli, sarà dotata di un ottimo sistema su ferro, che potrà ancor di più consolidare le scelte di pedonalizzazione e di ZTL già decise dall’Amministrazione Comunale. In particolare agendo sull’asse che da Piazza Plebiscito, attraverso via Cesario Console, via Nazario Sauro, via Partenope, via Caracciolo raggiunge Mergellina, utilizzando la Riviera di Chiaia con il doppio senso di circolazione. Vanno inoltre consolidate la ZTL del Centro Antico e ampliata la ZTL del Vomero nel quadrilatero compreso tra stadio Collana, San Martino, piazza Medaglie d’Oro; sarà necessario prevedere aree pedonali in ogni Municipalità e sfruttare, anche turisticamente, il reticolo di scale storiche che collegano le colline con il centro della città. Sul tema dei parcheggi vanno bloccati gli interventi devastanti previsti nel progetto di piazza degli Artisti/via Tino da Camaino/mercato De Bustis, e definire un nuovo Piano parcheggi con limitazioni sulle localizzazioni, sulle dimensioni (non superiori a 100 posti auto e non oltre 2 livelli interrati) e con indicazioni sulla qualità architettonica degli interventi. Occorrerà potenziare il trasporto pubblico con l’acquisto di nuovi mezzi ma anche con misure per incrementare la velocità degli autobus, con la predisposizione di varchi telematici di controllo sulle direttrici principali e con l’attivazione di Zone a traffico limitato per favorire i collegamenti con le aree periferiche non servite dalla metropolitana. Con il completamento di via Marina e il suo utilizzo come principale direttrice di traffico, Corso Umberto, tenuto conto del minor numero di veicoli circolanti, potrà trasformarsi in un boulevard di eccezionale valore commerciale e turistico, con l’incremento delle superfici pedonali e la realizzazione del tratto ciclabile da piazza Municipio a piazza Garibaldi sino al Centro Direzionale. Andrà potenziata la rete ciclabile con il progetto (Sistema Metro-bike) elaborato e condiviso con tutte le Associazioni Ciclabili (160 Km. di itinerari ciclabili, 100 stazioni di bike-sharing, intermodalità con le stazioni della metro e delle funicolari), garantendo un sistema di trasporto a basso costo (Metro-Funicolari-Bici), capillare e efficace. Infine vanno misure che possano trasformare Napoli in una grande “Zona 30”, con interventi finalizzati a restituire lo spazio stradale, laddove possibile, anche a funzioni diverse da quelle della circolazione e della sosta dei veicoli, restituendo alla strada il ruolo storico di spazio di aggregazione sociale, di scambio, di relazione, di luogo di gioco per i bambini.

Vogliamo che l’impegno per fermare i cambiamenti climatici diventi un’esempio nella politica di gestione delle città
Finalmente nel dicembre 2015, nel corso della COP 21, a Parigi, raggiunta l’approvazione di un trattato universale – tra tutti i Paesi del mondo – per il contenimento dell’aumento termico, da oggi al 2100 anche al di sotto dei 2°C. Per cercare di contenere l’aumento delle temperature sarà necessario trasformare gli impegni del trattato in atti concreti in termini di uscita dall’uso dei combustibili fossili, di efficienza energetica, abbattimento degli sprechi e diffusione delle fonti rinnovabili, salvaguardia dei suoli, stop alla deforestazione, agricoltura sostenibile. I grandi centri urbani, così come sono stati concepiti fino ad oggi, sono grandi consumatori di energia prodotta altrove, basata sull’uso di combustibili fossili. Sono sistemi che non hanno capacità di adattarsi o di reagire al cambiamento; spetta dunque all’uomo, che li ha creati, di renderli resilienti. Le città devono attuare una inversione di tendenza delle proprie modalità di sostentamento, che le renda sostenibili. Oggi l’aumento della temperatura vuol dire aumento della mortalità, dell’aggressività degli inquinanti, impatti sulle infrastrutture, aumento di richiesta di raffreddamento in estate, rischio di scarsità di risorse idriche, stravolgimento delle produzioni agricole ed ittiche, impoverimento della presenza di verde pubblico in città. A supporto delle iniziative da intraprendere sarà necessario riferirsi a studi specifici che possano prevedere cosa potrà accadere in determinate zone di città, a secondo delle differenti caratteristiche, nel corso degli eventi determinati dai cambiamenti climatici.Non si dovranno fare scelte urbanistiche sbagliate, che non tengano conto del cambiamento delle condizioni e che potrebbero comportare costi altissimi, per riparare i danni. Sarà quindi necessario ripensare le città e il loro impatto sull’ambiente. Sarà necessaria una revisione complessiva della pianificazione e gestione urbana, ovvero un nuovo modo di pensare la mobilità, la gestione dei rifiuti, le trasformazioni edilizie, le dotazioni di verde. Saranno necessari investimenti pubblici sulle politiche di sostenibilità e la creazione di nuovi strumenti normativi per la pianificazione nelle città, un nuovo codice negli appalti energetici degli edifici. Gli interventi saranno possibili a qualsiasi scala: negli edifici con l’efficientamento energetico, ed anche con la creazione di tetti verdi, orti sui balconi, facciate verdi,. Al livello di quartiere e al livello di città attraverso l’aumento delle aree ecologiche, degli spazi non impermeabilizzati, la creazione di orti urbani, con la riconversione delle aree dismesse in parchi o fattorie urbane. Con la difesa di tutto il verde esistente. Fondamentali gli interventi che si potranno attuare nel campo della mobilità sostenibile con il miglioramento dei mezzi di trasporto pubblico, con la creazione di piste ciclabili e la diffusione dei mezzi ad emissioni zero. Le città dovranno ripensare se stesse tendendo a realizzare un autosostentamento energetico, basato sulle energie alternative, che non comportino sprechi. Contenere i cambiamenti climatici vorrà anche dire realizzare un cambiamento degli stili di vita degli abitanti delle città, che solo così potranno ottenere anche il miglioramento della qualità della loro vita.
Vogliamo mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, mitigare il rischio idrogeologico e mitigare gli effetti dell’inquinamento da polveri sottili e isole di calore in città, de-permeabilizzare i piazzali e parcheggi e realizzare micro isole verdi filtranti, depuranti, che aumentano l’infiltrazione dell’acqua di pioggia nel sottosuolo, creare coperture continue a verde dei tetti pubblici e privati, una rete ecologica urbana con alberature che seguono lo slogan “la pianta giusta al posto giusto” e una diffusa agricoltura urbana.
I cambiamenti climatici rappresentano una bella sfida per il futuro, ma non bisogna perdere tempo. Occorre valutare a breve periodo le problematiche che determinano gli effetti sulle aree urbane e considerare ed intervenire contemporaneamente sulle cause e sui possibili interventi di mitigazione. Ma bisogna pensare ad interventi integrati e multiobiettivo. Si devono prevedere interventi che coniughino più obiettivi specialmente in ambito urbano, dove gli spazi per le azioni sono veramente limitati. Una copertura a verde pensile su un solaio condominiale è un intervento che riduce: l’impatto delle acque piovane sulla rete scolante, fino al 70% per la sua ritenzione idrica, riduce il calore sprigionato da un solaio ricoperto di sola guaina o pavimentazione, trattiene le polveri sottili e crea aree di frequentazione e convivialità. Lo stesso vale per i “sistemi di drenaggio urbano sostenibile”, con la depermeabilizzazione dei piazzali e dei parcheggi, realizzazione di micro aree e isole verdi drenanti, quali le rotonde, Rain garden, aree e trincee assorbenti. Anche le aree agricole urbane contribuiscono alla rete idrica scolante urbana. Infine occorre rivedere completamente la logica del verde stradale urbano, che in questa città ha perso le elementari regole di piantagione, nel rispetto dell’esposizione, della caratteristiche di crescita e tipicità della pianta con lo slogan “la pianta giusta al posto giusto”, che tenga in debito conto la gestione e la manutenzione e relativi costi.

Vogliamo che il verde e i parchi urbani siano diffusi, fruibili e curati. Proponiamo che il nuovo sviluppo di Napoli Est preveda anche una estesa area a parco urbano e rete ecologica tale da creare una CINTURA verde assieme ai parchi regionali dei Campi Flegrei e delle Colline di Napoli (Camaldoli, Capodimonte e Poggioreale).
Occorre ampliare la rete ecologica urbana con estensione a quella provinciale, che tenga ben presente tutte le preesistenze quali i Parchi regionali con le aree verdi che cingono la città. Occorre creare una CINTURA che riconnetta tutte le aree esistenti, che deve prevedere in futuro anche quelle aree che saranno oggetto di forte recupero ambientale, riorganizzazione e sviluppo urbano. In queste aree si devono inserire non semplici alberature, ma creare parchi urbani con destinazione plurima, che veda anche un deciso recupero della biodiversità. In queste aree è necessario anche prevedere aree umide con funzioni fitodepurative delle acque ruscellanti e di falda, che risultano inquinate e che siano aree di laminazione in caso di piogge intense. Ovviamente una particolare attenzione deve essere posta alla funzione principale della fruizione di queste aree, creando una identità con i possibili fruitori di partecipazione. Occorre anche lavorare con le scuole, anche qui per creare una identità ed una appartenenza al territorio di quartiere.

Vogliamo un nuovo turismo sostenibile e responsabile che sappia coniugare Buona offerta turistica con una buona qualità della vita dei residenti
La crescita del turismo moderno è legata al soddisfacimento del criterio di autenticità del contesto territoriale (intreccio di arte, natura e cultura) in cui è inserita una comunità. L’amore per la propria terra, il rapporto dei residenti col territorio, è una qualità importante, alla base della capacità attrattiva di un luogo. “Voler bene” alla terra in cui si vive significa riappropriarsi del proprio territorio, curandolo e valorizzandolo, comunicando il piacere e la voglia di viverci, il che equivale anche a promuoverlo evidenziando le caratteristiche di autenticità e bellezza. Napoli non deve darsi l’obiettivo, velleitario e illusorio, di essere la prima destinazione al mondo per arrivi e presenze; deve darsi un altro obiettivo, quello di essere la Città dove si sta meglio al mondo, dove stanno meglio sia i residenti che gli ospiti, e deve trasmettere a tutto il mondo questa percezione e questa realtà, questa deve essere la base per una nuova strategia turistica, questo è il pilastro del turismo sostenibile; i risultati arriveranno di conseguenza. Non basta offrire il vasto patrimonio artistico, storico e monumentale e le bellezze naturali, bisogna mettere in campo la formidabile componente della cultura materiale, costituita dalla cucina, l’artigianato artistico, la vita culturale, il folclore e le tradizioni, lo stile di vita dei nostri concittadini. Bisogna investire sugli aspetti immateriali del turismo, elevare gli standard dell’accoglienza e dell’ospitalità, accrescere la sicurezza, formare opportunamente e adeguatamente gli operatori e tutti coloro che entrano in contatto con i nostri ospiti, arricchire il rapporto fra turisti e residenti. E’ necessario aprire ai visitatori progressivamente l’intero patrimonio monumentale, anche attraverso accordi con i proprietari dei beni, offrire alla visita tutto ciò che può risultare di interesse e che appartiene alla storia e alla cultura della nostra identità locale. La tassa di Soggiorno deve essere una risorsa importante per compiere gli investimenti ulteriori in un quadro di sostenibilità, di rispetto ambientale, di attenzione alla bellezza e al paesaggio, e con analogo spirito procedere al risanamento e al recupero delle zone degradate, nei quartieri periferici come al centro, sul lungomare come nei quartieri meno noti. La riqualificazione e la valorizzazione delle scale, i 200 percorsi distribuiti per tutto il territorio cittadino, possono essere una chiave per promuovere e riqualificare capillarmente il territorio cittadino. Infine bisogna considerare che non è detto che l’aumento dei flussi turistici, di certi flussi turstici, sia un beneficio per la città. Basti pensare ai numero di voli in aumento che sfrecciano sui cieli della città con conseguente aumento di rilascio di CO2, CO, Ce, NOx, particelle sospese, e un numero variabile di sostanze chimiche organiche senza approfondire qui la questione dell’inquinamento acustico. Un analisi su questo aspetto non vuol dire bloccare i flussi turistici, vuol dire avere consapevolezza degli impatti che il turismo ha sulla città e intervenire con misure tecniche per ridurre i danni nella direzione che gli organismi internazionali ci indicano in quello che è turismo sostenibile. E’ necessario, infine, puntare il più possibile a valorizzare gli aspetti di identità e di autenticità dell’offerta turistica, e mettere al centro delle politiche turistiche la componente umana, la persona. Questa sembra una strada vincente per attivare un canale di comunicazione continuativo tra i cittadini, le associazioni, gli operatori del settore e l’Amministrazione Comunale.

Vogliamo che il Patrimonio UNESCO del centro storico di Napoli sia un’occasione non solo per riqualificare e tutelare il nostro patrimonio artistico ma per sperimentare nuove forme d convivialità urbane. Valorizzare l’artigianato e la gastronomia locale e dare occasioni di sviluppo al territorio, anche con nuove forme di gestione del patrimonio culturale.
Ad oltre 20 anni dall’inserimento, da parte dell’Unesco, del Centro Storico di Napoli nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità e nonostante gli sforzi per la redazione del Piano di Gestione e l’istituzione dell’Osservatorio permanente per il Centro Storico di Napoli – Sito UNESCO, è ancora necessario promuovere una più salda e condivisa azione per la tutela del sito e per la sua adeguata valorizzazione, coerente cioè con le caratteristiche che ne hanno determinato la stessa iscrizione nella lista dell’ UNESCO. L’obiettivo principe è l’attuazione del Piano di Gestione che, pur adottato, è inteso ancora come suscettibile di modifiche ed integrazioni, divenendo così uno strumento labile e non cogente. E’ bene per ora attenersi al Piano già adottato, acquisendo la definitiva approvazione del MIBACT e provvedendo solo in seguito ad eventuali modifiche ed integrazioni, rese certamente necessarie a quasi dieci anni dall’adozione. Infatti solo il piano di gestionerappresenta lo strumento operativo per salvaguardare e valorizzare la complessità della struttura urbana – non limitandosi, dunque, ad i soli aspetti di tutela “ dei monumenti”- e per implementare azioni e pratiche per tutelare e valorizzare, con i necessari adeguamenti, le strutture socio-economiche tradizionali che sono parte costitutiva del patrimonio culturale della città. Infatti se il Codice dei Beni Culturali ( D.lgs42/2004) disciplina e definisce il ruolo dello Stato nella tutela e laconservazione del patrimonio culturale, è senza dubbio il Comune l’istituzione che maggiormente può rappresentare, mediandone i rispettivi interessi, i differenti stakeholders presenti sul territorio, dai proprietari degli immobili (proprietà privata, religiosa, e pubblica) agli attori economici ( commercianti, artigiani, funzioni pubbliche), definendo obiettivi, affinando strumenti, attuando misure di sostegno o disincentivo. il Piano deve delineare le strategie e le innovazioni individuate per il futuro di questa parte della città: prevedere le misure per il miglioramento alle condizioni di vita per i residenti, i miglioramenti da attuarsi per la promozione di un turismo socialmente ed urbanisticamente sostenibile, così come prevede lo stesso UNESCO, oltre che identificare e promuovere le iniziative per aumentare la consapevolezza del valore del centro storico come Patrimonio Mondiale. Per rendere efficace il Piano occorre accompagnare le scelte politiche con chiare misure amministrative. Tra le prime misure auspicabili: – Mobilità ed accessibilità (ZTL 8/22 giorni feriali) e totale pedonalizzazione dell’area nei week end e contestuale orario prolungato di autobus e metro linea 1 fino alle ore 2 del mattino. – Sicurezza: incremento dell’illuminazione pubblica e della presenza delle forze dell’ordine. – Modelli di consumo (obbligo di differenziazione per gli esercizi commerciali e prelievo dedicato. Divieto di asporto dei contenitori di vetro). Obbligo di contenitori fuori ogni esercizio commerciale che produce rifiuti; – Economia nel sito Unesco (misure di incentivazione per commercianti/artigiani,). Azioni e misure per evitare che i residenti e le attività artigianali e storiche siano espulse per i maggiori costi dei fitti, (con vincoli di destinazione d’uso dei locali commerciali e ad uso abitativo) Regolamentazione dell’orario di chiusura notturna, ma anche valutazione del carico pressorio compatibile con la conservazione del valore poliedrico del Centro Storico, evitando il prevalere del settore turistico su quello culturale. Per meglio esemplificare ciò, basti riflettere sulle progressive chiusure di librerie e di botteghe artigiane a fronte delle continue aperture di pizzette rie/friggitorie, vinerie/birrerie. – Inquadramento del Sito Unesco nel contesto urbano ed oggi addirittura metropolitano, diffondendo il valore della qualità culturale del Centro Storico agli altri ambiti territoriali, realizzando circuiti virtuosi tra beni culturali e ambientali e attivando reti tra soggetti istituzionali, imprenditoriali e associativi Promuovere l’innovazione tecnologica e la ricerca nei vari campi interessati al Sito UNESCO ( beni culturali, turismo, gestione dei beni comuni, mobilità dei residenti e dei turisti, offerta di servizi, industria culturale, artigianato ed enogastronomia, residenze per gli abitanti e strutture di ospitalità, ecc.) per incidere sulle prospettive crescita e di sviluppo, nel rispetto della sua peculiare identità, di questa grande ed antica città del mediterraneo ed in particolare della sua “ parte storica”, non a caso definita dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. – Istituzione di un ufficio comunale con il compito di animare e avviare strategie di Turismo Sostenibile

Vogliamo una città per tutti, più sicura e senza barriere architettoniche a misura di donne, bambini, diversamente abili ed anziani. E’ necessario promuovere fortemente il concetto di “Una Città per tutti”: donne, uomini, bambini, diversamente abili La mobilità a cui tendiamo mette al centro il diritto delle persone a muoversi, ad effettuare spostamenti senza limitazione alcuna e tiene conto di tutte le tipologie di utenza, soprattutto quelle più deboli. Le persone devono vivere propria la città e il suo tessuto urbano secondo tutte quelle modalità di mobilità rispettose della salute e dell’ambiente. Non basta costruire qualche scivolo, poi intralciato da auto e motorini, per rendere accessibile una città. Ci vuole un’attenzione particolare, ci vuole molto di più. La progettazione e la riqualificazione di strade e piazze richiede attenzione ai singoli problemi che i residenti possono incontrare. Tanti di questi problemi possono essere “abbattuti” solo con una sensibilità ed un’attenzione alle necessità di tutti. Dare dignità ad una “mobilità solidale” rendendo l’accessibilità un fenomeno diffuso: Gli scivoli servono a tutti. La mancanza di barriere architettoniche è importante per tanti cittadini. Per esempio, per gli anziani o per le donne in gravidanza, mamme con. Carrozzina. E’ importante l’istituzione di segnaletica organizzata in modo semplice per poterla “visualizzare” col tatto. Questo richiede, da parte delle istituzioni, un adeguamento strutturale della nostra città agli standard europei come gia’ avviato nei pressi delle nuove stazioni delle metropolitane. Da rilanciarre con determinazione: costante manutenzione e pulizia dei marciapiedi, rampe di raccordo con pendenza adeguata e corrimano, necessarie alla mobilità di passeggini, anziani e disabili. Nel nostro programma mettiamo al centro delle scelte del bilancio e della progettazione urbanistica stradale proprio il cittadino ed i suoi bisogni: “Respira pulito e cammina sicuro!”

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